16 Lug ANGELO GAJA
DA HENRI RESTAURANT
L’INCONTRO
CON LA STORIA DEL VINO ITALIANO
CENA DI CLASSE
E SUOI 4 VINI
RACCONTATI IN PRIMA PERSONA
Affabile, intelligente, arguto, carismatico, sorridente.
E incredibilmente ‘giovane’ in quanto a forza comunicativa e spirito vivace: così si è presentato Angelo Gaja al raffinato e imponente tavolo imperiale di noti giornalisti e personaggi nazionali della comunicazione come Eleonora Cozzella, Luigi Cremona, Lorenza Vitali, Roberto Bernabò, Fausto Arrighi, Paolo Riccardi, Guido Ricciarelli e il sottoscritto, tutti felici e tutti ammaliati dal racconto di vini, vigneti e soprattutto di vita di questo incredibile personaggio del vino, affiancato come sempre dalla rassicurante ed elegante presenza della moglie Lucia.

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Questo nostro privilegio di sederci a tavola con lui, nel corso di una cena dai molteplici significati eno-culturali, è scaturito dal genio e dall’intraprendenza di Henri Prosperi, ristoratore di lungo corso che, altro vero privilegio ma stavolta tutto suo, vanta una profonda e storica amicizia con Angelo Gaja e con la sua famiglia.

Sono arrivato nel raffinato ed elegantissimo Henri Restaurant in un tranquillo sabato sera di fine marzo, devo dire un tantino emozionato per l’incontro con questo produttore italiano che tutto il pianeta ci invidia.

Tutto era pronto: le tavole finemente apparecchiate e scintillanti, il personale sorridente e tirato a lucido, la cucina già fumante e intarsiata di materie prime che si intravedevano dalla grande vetrata che si affaccia sulla sala.
Mi si fa incontro Monica, la sempre gentile moglie di Henri, e poi arriva proprio Angelo Gaja, che mi stringe sorridendo la mano e comincia amabilmente a chiacchierare come se ci conoscessimo da anni.
La sua elegante first lady, Lucia, è già seduta, assieme a un parterre di giornalisti e personaggi molto noti del giornalismo enogastronomico nazionale.

A questo punto, un visibilmente emozionato Henri Prosperi mi porta in cucina per mostrarmi pregiate ostriche, astici, gamberi rossi, caviale e foie gras che delizieranno i nostri palati di lì a poco.
E sempre Henri, da buon padrone di casa, mi mostra con orgoglio le 4 bottiglie di Angelo Gaja che stasera degusteremo.
Il tema nel calice è intrigante: si tratta dei vini che sono nati dopo il Barbaresco, quel Barbaresco che ha reso celebre Gaja in tutto il mondo e che per stasera lascia il palcoscenico a questi altrettanto magnifici e altrettanto celebrati vini.
Dal Carricante dell’Etna, ultimo nato, fino al suo mitico Chardonnay che non sfigura nemmeno al cospetto dei più grandi Mersault borgognoni, dal Barolo da vigna vocata e tenacemente voluta fino all’austero e sempre sorprendente ‘bordolese’ da vitigni internazionali.
E sarà lui, il signor Angelo in persona, ad accompagnarci nella degustazione. Nel video, sopra, 4 suggestive narrazioni di Angelo Gaja che presenta i 4 vini insieme ad altre altrettanto suggestive ‘storie di vino e di vita’.
Nel piatto, in abbinamento, abbiamo apprezzato tutta la classe e la ricchezza delle creazioni di Henri Prosperi e della sua giovane brigata, pensate per gli abbinamenti.
Una serata indimenticabile di alta cucina, accompagnata dalla sensazione netta, da parte di chi scrive, di aver vissuto un momento che, sia a livello umano che giornalistico, resterà unico, indimenticabile.
E ricco di insegnamenti, professionali e di vita vissuta, dispensati da un grande uomo, vignaiolo e imprenditore, che ha scritto la storia del vino italiano.
ANGELO GAJA
IL PAPÀ DEL BARBARESCO
E AMBASCIATORE NEL MONDO
DEL VINO ITALIANO DI QUALITÀ
Angelo Gaja, classe 1940, ha letteralmente lanciato il Barbaresco tra i più famosi, prestigiosi e costosi vini del mondo, sdoganandolo dal ruolo di fratello minore del grande Barolo.
Ha preso le redini dell’azienda di famiglia (fondata nel 1859) agli inizi degli anni Settanta, prima affiancando il padre Giovanni, uomo di grande peso in Langa e che fu persino sindaco di Barbaresco, poi facendo tutto da sé.
Impostò i tre “cru” della cantina, il Sorì San Lorenzo, il Sorì Tildin e il Costa Russi, ai quali fu dato un nome diverso da quello topografico dei vari vigneti per poter depositarne i marchi, registrandoli, e rendendoli così unici e irripetibili, dei veri ‘monopole’.
Fu il primo a usare le barrique per i vini a base Nebbiolo, come aveva visto fare a Bordeaux e soprattutto in Borgogna. Nel frattempo, in questi anni, si sono aggiunte alle mitiche etichette di Barbaresco quelle dei Barolo Conteisa e Sperss, del Darmagi (cabernet sauvignon), del Gaia e Rey (chardonnay) e dell’Alteni di Brassica (sauvignon).
Alla cantina piemontese di Barbaresco si sono aggiunte la Gaja Distribuzione, le aziende toscane di Santa Restituta a Montalcino e Ca’ Marcanda a Bolgheri, e i vini Idda dell’Etna (in società con il produttore Graci).
Angelo Gaja è sostenuto da una splendida famiglia, con la solare moglie Lucia al suo fianco, i figli Gaia, Rossana e Giovanni, tutti impegnati in azienda.
I VINI IN DEGUSTAZIONE




IL RICCHISSIMO MENU
FIRMATO HENRI PROSPERI
– Quenelle di foie gras al sauternes con pinoli di San Rossore
– Lisca in cialda con salsa tonnata
– Savarin al formaggio con maionese aromatizzata al lime
– Ostrica con aria di limone e caviale
– Carpaccio di gambero rosso di Mazara del Vallo, maionese all’astice e fiori edibili
– Capesante su crema di zafferano, cialda croccante e caviale Beluga
– Risotto al plancton, aragosta grigliata e spuma di Parmigiano
– Wagyu cotto alla piastra, salsa bernese e sale Maldon affumicato
– Filetto di manzo Chateaubriand, scaloppa di foie gras, ristretto di Pedro Ximénez, purè di patate, verdure saltate e scaglie di tartufo
– Panna cotta al gorgonzola su acqua di cavolo viola e olio al prezzemolo
– Éclair farcito con pralinato di mandorle e nocciole, namelaka al caramello
ALCUNE IMMAGINI DELLA SERATA







Fotoservizio Federico Neri
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