19 Gen LA FUSION TOSCO-PERUVIANA
ALL’OSTERIA DEL TUMI
UN VIAGGIO NEL PIATTO
IL NOSTRO PRANZO A PISA, DA LUIS ROMERO CABALLERO

In un’amena, silenziosa e minuscola viuzza di Borgo Stretto, a due passi dal brulicante Lungarno di Pisa, siamo andati alla scoperta di questo rinnovato ristorantino dalle ambientazioni rustiche-eleganti.
Sulla porta viene subito ad accoglierci Luis Romero Caballero, un giovane e determinato peruviano capitato anni fa in Toscana per proseguire gli studi informatici e che poi, col tempo, si è inventato ‘chef’, seguendo la passione dei propri genitori, già ristoratori sui ripidi pendii delle Ande.
Dopo l’importante esperienza di qualche anno in una nota trattoria sulle colline della Val di Cecina, Luis intraprende un proprio percorso, con continui corsi di formazione (in cotture, macerazioni e fermentazioni), che lo portano oggi a proporre una cucina “fusion”, tutta sua, che mescola ingredienti e ricette toscane con quelle della sua terra di origine, il Perù, senza porsi limiti su contaminazioni provenienti da altri continenti.
Così, un pranzo o una cena alla sua Tumi Osteria, diventano un intrigante viaggio in giro per il mondo.

Il personale è giovane, attento, e in toto sudamericano, sia in sala che in cucina. Le atmosfere sono ovattate, rilassanti.
Una sosta qua, in questa via che sembra magicamente essere dimenticata dalla rumorosa folla turistica di Pisa, diventa un momento di puro piacere.
Ma non vi abbiamo ancora parlato della cucina, dei piatti. Quelli che abbiamo ‘provato per voi’, sono stati una vera escalation di sapori ed emozioni.

Con l’inizio, attraverso gli scoppiettanti e colorati Ceviche e Tiradito Accacciuccado, ci è sembrato di viaggiare e di sognare ad occhi aperti, e quei due piatti, così intensi e sfiziosi, già avrebbero valso il viaggio al Tumi.
Ma anche con gli opulenti primi piatti, ricchi di sfaccettature, e soprattutto un piccione da far invidia anche agli stellati francesi, ci hanno fatto venire una tremenda voglia di tornare qua.
Nota di merito, infine, anche per un dessert freschissimo che ci ha piacevolmente resettato la bocca, e per un percorso nel calice con vini introvabili e ben fatti, giunti dal sudamerica (un plauso a riesling e malbec in primis).
Il Tumi, oltre al nostro percorso, presenta in carta anche altre interessanti divagazioni, come quella nel pianeta sushi e sashimi e quella nelle lavorazioni alla brace, con pregiati tagli internazionali di nobili carni.
IL NOSTRO PRANZO
fotoservizio Claudio Mollo
CEVICHE

Sashimi di ombrina con crema di carote, salsa di patate dolci, uova di lompo, cipolla marinata nella barbabietola, mais andino.
Tre tipi di olio: nero al carbone vegetale di cocco, verde al prezzemolo, arancione da peperoncino aji amarillo.
A parte, il platano fritto.
TIRADITO ACCACCIUCCADO

Polpo, squalo, leche de tigre accacciuccado, spuma di guacamole, uova di lompo, cipolla marinata alla barbabietola e cavolo nero fritto.
Tre tipi di olio: nero, verde, arancione.
A parte, la yuca (radice sudamericana) fritta.
PRE-PRIMO
MACHU PICCHU
Nigiri con gamberi fritti, asparagio, filadelfia e chimichurri
(salsa sudamericana a base di prezzemolo, aglio e peperoncino).
PRIMI PIATTI
VALPARAISO

Spaghetti alla chitarra, mazzancolle saltate, aria di funghi, uova di lompo e di salmone, olio di prezzemolo e tartufo fresco di stagione.
ACEVICHADO AL WOK
Tagliolini saltati al wok con tataki di tonno fresco, aguachile (leche de tigre in stile messicano) al pomodoro, cipolla marinata alla barbabietola, uova di salmone e bottarga.
Tre tipi di olio: nero, verde, arancione.
SECONDO PIATTO
PACHAMANCA

Piccione marinato con hucatay (erba selvatica del Perù chiamata anche ‘menta negra’) e peperoncini andini, cotto alla brace. Riso rosso mantecato con la sua demi-glace, tuberi (patata dolce, sedano rapa, patate viola) e olio al prezzemolo.
DESSERT
MARACUJA MERINGUE PIE
La celebre ‘lemon meringue’ rivisitata con maracuja.
VINI DAL MONDO

IL RIESLING DALL’URUGUAY
LAHUSEN 2023
LOS CERROS DE SAN JUAN
Fondata nel 1854, Bodega Los Cerros de San Juan è la più antica cantina dell’Uruguay. La famiglia fondatrice Lahusen, originaria di Brema in Germania, tantissimi anni fa impiantò in Uruguay le barbatelle di riesling provenienti dalla Valle del Reno. I risultati nel calice, oggi, sono davvero sorprendenti. Freschezza ed eleganza.

LO CHARDONNAY DAL CILE
CLÀSICO 2023 VENTISQUERO
Lo Chardonnay Clásico è prodotto dall’azienda cilena Ventisquero. L’affinamento per 4 mesi in botti di rovere francese lo rende un tantino troppo morbido, ma questa caratteristica in realtà ben si adatta ‘all’abbinamento per concordanza’ ai nostri primi piatti di morbida opulenza.

IL MALBEC DALL’ARGENTINA
OSADO 2023
UCO VALLEY
Un Malbec corposo e intenso prodotto a Mendoza, patria dei vini rossi argentini. Maturato per almeno 10 mesi in botti di rovere, ci ha fatto letteralmente divertire per il perfetto mix tra freschezza e rotondità. Piccoli frutti di bosco, spezie dolci, viola e leggere note affumicate. Niente male con il nostro piccione.

LUIS ROMERO CABALLERO
LA SUA STORIA, IL SUO LOCALE, LA SUA CUCINA

A fine pranzo lo chef-titolare si è seduto al tavolo con noi, raccontandoci in modo semplice, preciso e compassato, la sua interessante storia professionale e di vita. Scopriamola attraverso le sue parole.
DALLE ANDE PERUVIANE ALL’INFORMATICA IN TOSCANA
I miei genitori erano ristoratori in Perù, a Juan Caio, sulle Ande, così ho sempre respirato sin da bambino l’aria delle cucine, delle materie prime, partecipando con i miei anche alle varie fiere del settore, visitando i contadini per la conoscenza delle loro tecniche antiche e ancestrali di coltivazione.
Sin da piccolo tutto questo mi ha profondamente affascinato. Sono arrivato poi in Italia, ad Arezzo, dove già vivevano miei parenti, per dedicarmi ai miei studi di informatica, studi che ho poi dovuto mollare perché per mantenermi avevo bisogno di lavorare. Così mi sono buttato nella ristorazione.

LA PRIMA ESPERIENZA IN CUCINA E L’APERTURA DELL’OSTERIA
Mi sono formato in cucina lavorando per 5 anni all’Osteria dell’Ultimo Carbonaio, a Montegemoli di Pomarance, in provincia di Pisa, dove si cucinava molta cacciagione, specialità della casa. Poi, nel 2018, assieme alla mia compagna Sofia, ho aperto l’Osteria del Tumi.
Appena 10 tavolini in un piccolo ambiente che si trovava proprio di fronte al mio attuale ristorante. E devo dire che da subito il locale riscuote un gran successo, probabilmente dovuto al fatto che avevamo portato a Pisa, dove solitamente c’è un tipo di ristorazione turistica, alcuni piatti insoliti per qua, ovvero quelli che già facevamo a Montegemoli, come la selvaggina, oltre a tagli particolari come l’animella di cinghiale, il filetto di cervo, il fagiano.

POI NASCE LA FUSION
TOSCO-PERUVIANA
Poi abbiamo iniziato a importare meterie prime dal Perù e dal Sudamerica, dai mais particolari ai diversi tipi di peperoncino e altro ancora.
E da lì, in modo naturale e senza forzare troppo, è nata la mia fusion tosco-peruviana.
LA RINNOVATA VERSIONE DELL’OSTERIA DEL TUMI
Poi, dopo che mi sono lasciato con la mia ragazza, il ristorante è rimasto a me, e a quel punto ho dato sempre più un’impronta sudamericana alla mia osteria.
Sono entrati in menu sempre di più le patate, i mais e i peperoncini peruviani, poi la rielaborazione di alcune ricette della mia terra d’origine, divertendomi sempre però ad abbinarle ai prodotti di qua, come il piccione, il cavolo nero, il cervo e altri ingredienti. Da quel momento nasce il matrimonio tra Perù, Sudamerica e Toscana che oggi troviamo nel menù.
Da appena tre mesi, infine, io e la mia attuale socia Sofia Cardellini, ci siamo trasferiti in questa nuova location, che abbiamo ristrutturato con lavori durati quasi per un anno.

IL SIGNIFICATO DEL NOME OSTERIA DEL TUMI
Quando lavoravo all’Osteria dell’Ultimo Carbonaio, scoprii che esisteva una statuina con al suo interno il tumi.
I tumi erano i ‘coltelli da cerimonia’ delle civiltà precolombiane, per la precisione dei popoli che abitavano la zona dell’attuale Perù.
Chiesi allora ai proprietari del ristorante cosa ci facesse lì quel simbolo così legato alla mia cultura, e mi dissero che era stato acquistato ad un mercato dell’antiquariato e che non ne conoscevano nemmeno il significato. Per noi peruviani il tumi è molto importante, e serve anche da portafortuna.
Vista questa coincidenza, all’epoca, mi dissi scherzosamente che se un giorno avessi aperto un mio ristorante lo avrei dedicato al tumi.
LA CUCINA PERUVIANA E IL GIOVANE STAFF SUDAMERICANO
Se nel mio menù si trovano ingredienti o lavorazioni cinesi, giapponesi o di altre zone, è proprio perché fanno parte della cucina peruviana.
In cucina ho molti collaboratori peruviani. A partire dal mio sous-chef Cesar che si dedica maggiormente a primi e antipasti. Io mi occupo molto della carne, della selezione dei particolari tagli, della brace. Infine Gustavo, un ragazzo sempre del Perù, entrato da poco con noi, è specializzato nel sushi Nikkei peruviano e cura la parte orientale. Alexandra, rumena, è la responsabile della cantina e della sala, aiutata dalla brasiliana Elayne.

LA CARTA DEI VINI DEL SUDAMERICA
Alessandra Dinu, sommelier, si è specializzata nella conoscenza dei vini sudamericani e ha costruito una carta originale e in linea con la cucina. Abbiamo in carta, oltre ai toscani e agli italiani, vini uruguaiani, argentini, cileni, peruviani, boliviani, che si sposano benissimo alla cucina del Tumi.
LA RICCHISSIMA CUCINA PERUVIANA
La cucina peruviana racchiude in sé tante culture, ed è il risultato della fusione della tradizione culinaria proveniente del vecchio continente, in particolare dalla Spagna, che a sua volta risulta assai influenzata dalla cultura araba.
Importanti contributi in termini di “contaminazione” provengono anche dalla costa occidentale dell’Africa, con gli africani giunti in Perù durante l’epoca della tratta degli schiavi.
A tutto ciò si sono aggiunte, nel corso dei secoli, le influenze dei cuochi francesi che scappavano dai cambiamenti provocati dalla rivoluzione repubblicana e gli spunti apportati dagli immigrati cantonesi, italiani e giapponesi, che si sono riversati in Perù a partire dalla seconda metà dell’Ottocento.
Ed una delle contaminazioni più curiose è sicuramente quella nippo- peruviana della “Cucina Nikkei”, nata a fine 1800, quando migliaia di giapponesi arrivarono in Perù.
OSTERIA DEL TUMI
PISA
Vicolo dei Tinti, 15
050-5201811
www.osteriadeltumi.it
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