IL TORDELLO D’ORO 2026 È FINALISSIMA!

L’ATTESA CENA

PER ELEGGERE

IL MIGLIOR TORDELLO 2026

DELLA VERSILIA

SERATA-EVENTO

AL POZZO DI BUGIA

GIOVEDÌ 12 MARZO

ORE 20,15

Puntuale, come ad ogni marzo, arriva la finalissima della gara gastro-cultural- tradizionale, giunta alla sua quinta edizione, più attesa dell’anno: in una imperdibile Cena- Evento si elegge il “MIGLIOR TORDELLO DELLA VERSILIA 2026”, con la degustazione dei tordelli finalisti e l’elezione, tramite qualificata giuria, del “Tordello d’Oro 2026”.

LA FINALISSIMA

Il ripieno più goloso e convincente, la pasta rigorosamente fatta in casa, un ragù avvolgente e gustoso: signori e signore, buongustai e buongustaie, giovedì 12 marzo si elegge “Il Tordello d’Oro 2026”, ovvero si conferisce il Premio a quel ristorante o trattoria che presenta la versione migliore nel piatto di questo eccezionale protagonista della cucina versiliese.

I TRE FINALISTI

Giunta alla sua quinta edizione, questa avvincente gara presenta anche quest’anno tre splendidi finalisti:

il Ristorante Pozzo di Bugia di Querceta

-l’Osteria Chiosco nel Bosco di Casoli 

-il Circolo Soms di Capriglia.

IL PALCOSCENICO DELLA DISFIDA

Il ‘campo di gara’ sarà una location di vero prestigio, ovvero il celebre e frequentatissimo Pozzo di Bugia, ristorante da anni sulla cresta dell’onda, già vincitore del “Premio Ristorante dell’Anno” per il Premio Versilia Gourmet Franciacorta.

ristorante Pozzo di Bugia

LA CENA

La serata, condotta con la consueta maestria da Claudio Sottili, dopo uno sfizioso e piccolo aperitivo entrerà nel vivo attraverso il triplice assaggio di tordelli dei tre finalisti. Poi, in attesa del verdetto, la cena si completerà con un secondo piatto davvero particolare: un misto della fattoria direttamente dai grossi spiedi del celebre e raro girarrosto Josper. Un goloso dessert chiuderà la serata.

I VINI DEL TERRITORIO

L’Azienda Agricola L’Altra Donna di Seravezza, con il vignaiolo Marco Bazzichi in sala, abbinerà ben 4 differenti vini al menu, con una dolce e scenografica sorpresa nel finale.

IL VERDETTO DELLA GIURIA E LA PROCLAMAZIONE DEL VINCITORE

Come sempre, il giudizio finale, il verdetto, spetterà ad una qualificata giuria di esperti, gastronomi e chef, che decreterà il “vincitore” di questa edizione de Il Tordello d’Oro, gli scorsi anni appannaggio di Emilio e Bona di Casoli (2025), La Piazza di Strettoia (2024), Baccalà Vino e Merendino di Capezzano (2023) e Caffè Centrale di Camaiore (2022).

una sala del Pozzo di Bugia

IL TORDELLO D’ORO

Il vincitore riceverà come da tradizione la pregevole Statuetta in cartapesta, simbolo del concorso del Tordello d’Oro, realizzata dagli artisti del fantasioso negozio Carta Colla e Fantasia di Lido di Camaiore.

LE TRE NOMINATIONS

Come da regolamento, il primo finalista è scaturito da un sondaggio popolare aperto al pubblico, su Facebook. A vincerlo, e ad aggiudicarsi così il posto nella finalissima, è stato quest’anno l’Osteria Il Chiosco nel Bosco. Una qualificata giuria tecnica, formata da esperti del settore della ristorazione versiliese, ha invece scelto gli altri due finalisti: Circolo Soms e Pozzo di Bugia.

FINALISTA N.1

L’IDENTIKIT DEI TORDELLI DI

POZZO DI BUGIA

di QUERCETA

 

RISPONDE GAIO GIANNELLI

NOME DEL LOCALE

POZZO DI BUGIA

LUOGO

Querceta, Seravezza

NOME DEL PIATTO

Tordelli al Ragù chiusi a mano con la forchetta

DATA DI NASCITA DELLA RICETTA

Primi anni del ‘900, ricetta di mia nonna Rina, che era di Vaiana, zona nella campagna fortemarmina.

NOME DELL’INVENTORE DELLA RICETTA

Rina Pelliccia.

CHI FA I TORDELLI E IL SUGO

Un po’ tutta la brigata del Pozzo, a girare. Li facciamo una o due volte a settimana.

LA PASTA

Farina 00, uova, sale e un goccino d’olio. Quantità
di uova? Dipende dalla grandezza delle uova e dalla farina, però solitamente mettiamo 3-4 uova per chilo di farina.

IL PIENO

Classico tordello versiliese, fortemarmino, quercetano: carne di manzo e carne di suino, salsiccia, mortadella, bieta strizzata, un pochino di pane ammollato, sale, pepe, parmigiano e romano. Un pizzico di cannella e di noce moscata.

IL SUGO

Manzo, maiale, salsiccia, piccolo pezzettino di mortadella. Sedano, carota, cipolla. Rosolo. Bagno
col vino rosso. Ultimo tocco, salvia tritata fine fine. Cottura lenta per tre ore, massimo tre ore e mezzo. Anche perché metto poco pomodoro, mi piace un sugo marroncino.

METTERESTI IL FORMAGGIO SUL PIATTO SERVITO?
Sì, mi ci piace. Al cliente lo servo a parte, e noto che quasi tutti lo mettono. Io alla fine passo sempre un attimo in padella i tordelli nel ragù caldo, e un pochino di parmigiano lo aggiungo.

IL PIÚ GRANDE MANGIATORE DI TORDELLI VOSTRO CLIENTE
I bambini! I genitori ordinano i tordelli per i bambini, poi mi accorgo che

UN ANEDDOTO O UN RICORDO

All’inizio, quando aprì il Pozzo, non li volevo fare i tordelli. Perché li facevano tutti. Poi ho capito che li avrei dovuti fare. È una tradizione che dovevo rispettare. Li misi in carta e non li ho

più tolti dal menù. Li trovi sempre, dodici mesi l’anno, anche ad agosto. Ed è il piatto che va di più, insieme ad un altro paio di miei classici.

FINALISTA N.2

L’IDENTIKIT DEI TORDELLI DI

OSTERIA IL CHIOSCO

NEL BOSCO

di CASOLI

RISPONDE MICHELE BENEDETTI

NOME DEL LOCALE

OSTERIA IL CHIOSCO NEL BOSCO

LUOGO

Casoli, Camaiore

NOME DEL PIATTO

Il Tordello Casolino

DATA DI NASCITA DELLA RICETTA

La ricetta del tordello casolino è degli anni ‘60. È di mia mamma Mida, che ha tramandato la ricetta a me e mia sorella Ilaria. Lei faceva i tordelli per la famiglia, ma anche per le feste del paese di Casoli. La nostra famiglia è tutta di Casoli, ci teniamo molto alla nostra appartenenza e anche a tramandare il tordello casolino.

NOME DELL’INVENTORE DELLA RICETTA

Mida Pardini.

CHI FA I TORDELLI E IL SUGO

I tordelli io e mia sorella. Il sugo lo fa la nostra cuoca Roberta Pardini. Ma spesso chiamiamo un gruppo di parenti e amici che, anche per ritrovarci e fare festa, ci dà una mano, per poi finire tutti insieme intorno a una tavolata con un pranzo lunghissimo che finisce a sera inoltrata.

LA PASTA

Un misto di farina bianca, farina di grano duro e semola. Dieci uova su tre chili di farina, un pochino di latte

IL PIENO

I nostri sono i tordelli ‘alla Casolina’, quindi il macinato lo mettiamo a crudo. Un terzo è di maiale e due terzi di manzo. Poi la mortadella, bieta, parmigiano e un pochino di pecorino, un po’ di prezzemolo. Spezie toscane e pane ammollato.

IL SUGO

Macinato di manzo e maiale, mortadella, un po’ di salsiccia. Sedano, carota, cipolla, pomodoro e spezie.

METTERESTI IL FORMAGGIO SUL PIATTO SERVITO?

Sì. Lo servo a parte a tavola, ma vedo che ce lo mettono un buon 80% di clienti.

IL PIÚ GRANDE MANGIATORE DI TORDELLI VOSTRO CLIENTE

Un nostro cliente, un osteopata di Lucca, si chiama Riccardo. Quando viene vuole una doppia porzione e la vuole mangiare direttamente nel vassoio.

UN ANEDDOTO O UN RICORDO

Una giovane coppia, li ricordo anche belli magrolini, tornò da noi perché erano piaciuti i tordelli. Si misero a sedere e ordinarono solo quelli. Poi, come secondo piatto, di nuovo tordelli. Alla mia battuta “purtroppo non ho un dolce a base di tordelli”, risposero che come dolce… avrebbero preso di nuovo i tordelli.

FINALISTA N.3

L’IDENTIKIT DEI TORDELLI DI

CIRCOLO SOMS CAPRIGLIA di CAPRIGLIA

RISPONDE DANIELE IORIO

NOME DEL LOCALE

CIRCOLO SOMS CAPRIGLIA

LUOGO

Capriglia, Pietrasanta

NOME DEL PIATTO

Tordelli Versiliesi

DATA DI NASCITA DELLA RICETTA

3 gennaio del 2019, data di quando ho preso in mano questo circolo che esiste dal lontano 1861. È una mia ricetta ma, ci tengo a dirlo, è realizzata con il contributo di mia moglie Alice, pietrasantina, dei suoi genitori e dei suoi nonni, e della gente che frequenta il circolo. Io sono nativo di Cassino in provincia di Frosinone, ma ho ascoltato attentamente tutti loro per la ricetta tradizionale dalla quale partire.

NOME DELL’INVENTORE DELLA RICETTA

Daniele Iorio.

CHI FA I TORDELLI E IL SUGO

Quando facciamo i tordelli è un vero rito. Li faccio io ma ci riuniamo tutti quanti qua al Circolo, e un po’ tutti contribuiscono, specie con l’assaggio, per assicurarci che la ricetta sia sempre rispettata.

LA PASTA

La farina, macinata a pietra del Molino Angeli. Le uova di Montespertoli da un pollaiolo che conosco dai tempi in cui a Firenze lavoravo dal grande Fabio Picchi al Cibreo. Ci metto tante uova. La impastiamo
a mano, si lascia riposare un giorno in un canovaccio bagnato. Poi, quando abbiamo più tempo, la stendiamo a mano, ad esempio in estate non è possibile e ci affidiamo alla tecnologia.

IL PIENO

Abbiamo il nostro macellaio, all’Africa qui a Pietrasanta, che mi dà le mortadelle. Poi ho il pecorino dell’Abetone che mi arriva ogni giovedì e il parmigiano 36 mesi. Quindi ci metto le biete, il macinato di Torcigliani con 1 kg di maiale e 1 kg di di muscolo di manzo e poi i classici sale, pepe e pane raffermo.

IL SUGO

Nel soffritto ci deve essere una parte di sedano carota e cipolla (quando è stagione porri), una di manzo e una di maiale. Aglio tritato, aglio buono, la cotica di maiale e del prosciutto, la testolina del coniglio. Tutto deve diventare color rame! A quel punto pepe, finocchietto e si fa soffriggere ancora, poi ci si mette il macinato che deve, ripeto deve, attaccarsi al tegame, senza bruciare, è la parte più buona. Dopo sfumeremo col vino rosso. A seguire il pomodoro, si regola il sale e si fa cuocere per tre ore. Piano piano, il sugo – diceva mia nonna – deve fare blu-blu-blu. Al termine, una piccola grattatina di limone e una manciatina di zucchero.

METTERESTI IL FORMAGGIO SUL PIATTO SERVITO?

Io lo farei già uscire con il parmigiano, non grattugiato fine ma a fili lunghi, deve colare sul sugo e sul tordello. Ma io lo metto a parte perché in molti non ce lo vogliono.

IL PIÚ GRANDE MANGIATORE DI TORDELLI VOSTRO CLIENTE

Valerio Viviani. Mangiatore. Viene anche ad assaggiarli a più riprese mentre li faccio. Assaggia. Poi ne mangia una ventina.

UN ANEDDOTO O UN RICORDO

Il nostro rito di fare, qua al circolo, i tordelli tutti assieme. Un rito religioso, la nostra – ride – è quasi una congregazione.

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