LA LUNIGIANA:DA BACCALÀ VINO E MERENDINO LE DUE CENE-EVENTO MESSE IN SCENA DA RICCARDO SANTINI

LA LUNIGIANA

DA BACCALÀ VINO E MERENDINO

LE DUE CENE-EVENTO

MESSE IN SCENA DA RICCARDO SANTINI,

OSTE E RICERCATORE

DI IMMENSE MATERIE PRIME

CHEF: NANCY SANTINI

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Sono le 7 del mattino di giovedì 24 settembre e Riccardo Santini parte dalla Versilia con la sua capiente utilitaria: destinazione Lunigiana.

Tra poco meno di un’ora, l’autovettura si trasformerà in uno stipato container colmo di cose buone e gustose che l’oste- ristoratore servirà la sera stessa (e la sera dopo in replica) ai fortunati avventori del suo ormai rinomato Baccalà Vino e Merendino di Capezzano Pianore (Camaiore).

Riccardo Santini con l'editore Gianluca Domenici

Il navigatore condurrà Santini a Filattiera, Porciglia, Zeri, Treschietto e Pontremoli, ovvero luoghi in cui si producono chicche gastronomiche di livelli incredibili.

A Filattiera la prima tappa dal pastore e norcino Pierpaolo Piagnieri, un mito da queste parti, che fornirà i suoi celebri formaggi e i suoi salumi incredibili.

E altri caci, da rarissima razza bovina pontremolese, arriveranno dalla piccola azienda casearia familiare Bongi, a Porciglia di Fivizzano.

Poi un salto a Zeri, da Manuel, uno dei pochissimi pastori rimasti in Lunigiana, che conferirà il suo eccezionale agnello, oltre a indicare a Santini dove andare poi ad acquistare le piccole patate zerasche di montagna, che si coltivano a 1200 metri di altitudine, da abbinare al suo eccezionale ovino.

Quindi un tuffo nella campagna di Bagnone, per acquistare le inarrivabili torte salate di Caterina Sarti, che a Treschietto, dalla sua piccola azienda agricola immersa nei campi, sforna a ciclo continuo torte d’erbi e le Barbotte con le celebri e celebrate cipolle della sua vocata zona.

Arriva poi nell’incantato borgo medievale di Pontremoli, per accaparrarsi gli splendidi Amor, dolcetti tipici di questi luoghi, acquistati alla pasticceria Riccò.

Nella vallata sottostante, Santini scoverà infine dei testaroli che rappresentano quanto di più artigianale si possa trovare, grazie all’operosità e alla maestria della famiglia Bellotti, che prosegue nel solco tracciato dal compianto capostipite Alberto, qua da tutti considerato ‘il re del testarolo’.

A quel punto Riccardo, per tutti Ricca’, può tornarsene felice e soddisfatto a Capezzano Pianore, per mettere in scena, e nel piatto, la Lunigiana più vera, quella delle materie prime migliori fornite da questi piccoli-grandi artigiani del gusto, il vero e più autentico ‘gusto Lunigiana’.

LA LUNIGIANA NEL PIATTO

DA BACCALÀ VINO E MERENDINO

La doppia ‘Cena-Evento’, inserita nella rassegna “Le Grandi Cene di Paspartu” con due serate consecutive ricche di applausi, è andata in scena da Baccalà Vino e Merendino di Riccardo Santini.

 

Ai fornelli, con la consueta mano fatata, ereditata da mamma Emiliana, Nancy Santini, figlia d’arte di Riccardo.

 

Chi frequenta questa ‘bottega con cucina’, sempre affollata da clienti innamorati, sa già della sua bravura nel mettere nel piatto in modo perfetto la vera tradizione toscana.

Nancy Santini

E mentre lei sfornava delizie, coadiuvata dalla sua piccola brigata tutta al femminile, papà Riccardo intratteneva gli ospiti, spiegando ogni piccolo dettaglio, ogni piccola storia legata a ricette e materie prime della Lunigiana, terra natìa di tutto il suo ceppo familiare dal lato materno.

 

L’oste conosce bene queste terre, che ha respirato sin da bambino, e che spesso, non certo solo per questo splendido doppio evento, raggiunge per accaparrarsi il meglio del meglio da mettere in tavola.

LUNIGIANAGallery

Chef: Nancy Santini 

Foto: Giulio Paladini

SALUMI NATURALMENTE LUNIGIANA DI FILATTIERA

TORTA D’ERBI, BARBOTTA DI TRESCHIETTO, PECORINO E VACCINO

TESTAROLI DI PONTREMOLI, EXTRAVERGINE E PARMIGIANO

TESTAROLI DI PONTREMOLI AL PESTO

BOMBA DI RISO CON IL PICCIONE

CIMA RIPIENA

AGNELLO DI ZERI CON LE PATATE ZERASCHE DI MONTAGNA

GLI AMOR

I VINI DI MONASTERO

DEI FRATI BIANCHI

 

– PÒLLEO (pollera)

-BARSARÉ (barsaglina)

-DEIR (syrah e merlot)

Una vera scoperta quella dell’azienda vinicola Monastero dei Frati Bianchi di Fivizzano, che con tre sorprendenti assaggi ha accompagnato in modo perfetto la nostra cena.

 

La splendida posizione collinare delle vigne, con esposizione a Sud Ovest permette un forte

irraggiamento solare su tutto il podere, e questo conferisce sostanza alle proprie uve.

 

Grazie invece alla buona altitudine e alla vicinanza delle montagne, con un clima spesso fresco, ventilato ed asciutto, i vini risultano davvero eleganti alla beva.

Poi che bello scoprire, o riscoprire, varietà autoctone come la Pollera e la Barsaglina!

La prima più da beva e da inizio pasto (su salumi e formaggi stava da Dio), la seconda più intensa, austera ed elegante (senz’altro il nostro vino della serata).

Il Deir, da vitigni internazionali, è anch’esso ben fatto, con la sua opulenza che strizza l’occhio ai mercati esteri e a chi ama le strutture nel calice.

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