LA PROTESTA DEI RISTORATORI VIAREGGINI

Viareggio, Piazza Mazzini, ore 10,00: va in scena la manifestazione di protesta dei ristoratori (in primis) ma anche degli esercenti di bar, pasticcerie, pizzerie, negozi, centri sportivi e altre categorie.

Il grido che si leva dalla piazza è solo uno: “libertà, libertà, libertà!”. L’ultimo Dpcm, varato appena due giorni fa, ha fatto demoralizzare, preoccupare, ma anche imbestialire intere categorie di lavoratori e imprenditori che vedono, nel provvedimento appena emanato, numerose incongruenze, e altrettante ingiustizie.

GUARDA IL NOSTRO VIDEO

Noi di Paspafood siamo stati in piazza ad ascoltare e a documentare questo collettivo grido di dolore, a rintracciare il disagio e la paura di uomini e donne che, dall’oggi (sabato scorso) al domani (domenica), senza nessun preavviso, si sono visti intimare la chiusura in modo così perentorio e tardivo, sentendo calpestata la propria dignità di esseri umani.

Per la quasi totalità di essi, come ben sappiamo e come ben sanno dall’alto, serrare la propria attività alle 18 significa chiusura, o comunque perdita ingente dei propri incassi.

Personalmente, in un periodo storico così difficile in cui ciò che diciamo oggi rischia di essere sbugiardato domani a causa dell’imprevedibilità di questo subdolo nemico invisibile che muta costantemente, beh… personalmente pur restando cauto, mi viene da dire che questa ultima normativa ha in sé davvero troppe contraddizioni.

Si sono usati due pesi e due misure, penalizzando alcuni settori e privilegiandone altri.

Sia chiaro: la sicurezza e la prevenzione devono essere al primo posto, e su questo siamo tutti d’accordo. Ma onestamente non mi piace affatto questo reiterato e codardo ricorso alla ‘tecnica della scorciatoia’. Cosa intendo dire? Ecco a voi la spiegazione.

“Io stato” ho l’obbligo di dettare regole serie, precise, puntuali, non interpretabili. Devo far in modo che i cittadini si muovano su binari ben identificabili. Ma al tempo stesso, ed è qui l’inghippo, “io stato” ho l’obbligo di vigilare, controllare, multare, e punire tutti gli inadempienti, i menefreghisti, i superficiali, in altre parole i trasgressori seriali delle regole. A quel punto farò marciare in modo regolare il mio paese, permettendo alla mia comunità, controllata a dovere, di convivere in modo regolare con il virus.

E invece? Ecco la tecnica della scorciatoia, che si traduce poi alla fine in una scarna e semplice parola: chiudere. Con danni irreparabili per la società. E con migliaia di persone che, tra poco tempo, si ritroverà senza lavoro, senza soldi e, soprattutto, senza speranze.

1 Comment
  • Gian Luca Cucchiar
    Pubblicato alle 15:42h, 28 Ottobre Rispondi

    Finora tutti abbiamo cercato di essere civili nel rispetto delle regole seppure sbagliate e contestabili. Ma ci stanno portando all’esasperazione e un popolo esasperato non sara’ piu’ controllabile, sappilo Conte!!!

Lascia un commento